Sembrava che niente si muovesse, che la trattativa si fosse arenata invece all’improvviso succede l’incredibile. Il Milan non è più di Berlusconi, è diventato cinese. Una cordata di imprenditori asiatici riunita in una società costituita ad hoc rileva il 99,93% del club. Una svolta che mette la parola fine all’era berlusconiana e a una rivoluzione durata trent’anni.

Già dalla mattina parte il tam tam di voci che non trovano immediata conferma. Poi, qualche minuto prima delle 14, la Fininvest diffonde il comunicato che fa il giro del mondo: la notizia del passaggio di proprietà è ufficiale. La Sino-Europe Sports Investment Management Changxing è la nuova proprietaria del Milan grazie a un affare che mobilita risorse per oltre un miliardo di euro.

Ma chi sono gli imprenditori che vengono dalla Cina? Il presidente della società è Yonghong Li, l’amministratore delegato si chiama Han Li. Ruolo importante lo riveste un fondo di Stato, Haixia, che detiene il 15% della Sino-Europe Sports. I cinesi dovranno ridisegnare una società finora saldamente in mano a Berlusconi affiancato da Galliani e da Barbara Berlusconi. Galliani dovrà lasciare, Barbara è in bilico.

Marco Fassone sembra sia l’uomo forte scelto dalla nuova proprietà per il doppio incarico di amministratore delegato e direttore generale. Quindici milioni della caparra andranno proprio al mercato finora piuttosto magro del Milan con Vangioni, Lapadula e Gomez. Ora la parola spetta ai cinesi, nuovi mandarini del calcio meneghino.

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